Renato De Marchi Moyano presenta l'opera di Julie Mehretu, Black City by Palazzo Grassi - Punta della Dogana published on 2024-09-12T14:36:43Z Non c’è problema se vi avvicinate un po’ di più ragazzi, perché questa è un’opera che va vista da vicino e da lontano. Innanzitutto, piacere, il mio nome è Renato De Marchi Moyano vengo dalla Bolivia dalla città di Cochabamba. Però in questo caso qua, quando ho visto quest’opera, Black City, la prima cosa che mi è venuta in mente non è stata la mia città ma la capitale del mio paese, La Paz. Una città spettacolare che si trova tra i 3200 e i 4000 metri d'altitudine nell'altopiano boliviano e in questo caso in particolare quello che mi ha chiamato molto l'attenzione erano queste geometrie architettoniche, che vediamo nell’opera – che possiamo vedere anche da vicino, perché ci sono molti dettagli di molte architetture – e che mi hanno ricordato le classiche architetture di ogni capitale del terzo mondo, quindi con cose coloniali, cose un po’ più nostre, un mischio di un po’ di tutto con molte cose anche razionaliste dei periodi dittatura. E in più, queste macchie, questo nero che vediamo qua, mi ha ricordato proprio le immagini dei conflitti sociali del 2019; le immagini dei fumogeni e dei gas lacrimogeni e dei copertoni delle macchine che vengono bruciati mi ha ricordato le diverse situazioni nelle quali ci sono stati scontri tra la polizia e i manifestanti, tra i militari e il partito del governo. Fu un conflitto molto difficile quello del ‘19 da me. Sono passati quasi 5 anni e ancora non si sa bene cosa è successo, senza certezza. Tutto questo è stato parte di questa guerra fredda nuova che c'è, di questa guerra asimmetrica che si sta giocando tra Stati Uniti e Cina, poi anche in Russia in questo caso, con la partecipazione di tutte le potenze attorno a noi. E l’informazione ci ha fatto pensare che tutti erano i nostri nemici, i nostri fratelli, i nostri cugini, i nostri vicini: tutti potevano essere un oppositore, potevano essere favorevoli al governo. Tutti andavano sospettati. È stata una parte del conflitto che è stata molto difficile e che ci ha lasciato un segno sociale molto pesante. Quando ho visto quest'opera ho potuto solo vedere lacrimogeni, gas, vedere copertoni delle macchine che erano bruciati. È quello che ho visto quando ho visto questo per prima volta.