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L’ep “Letters” nasce dalla riflessione su 3 momenti ben distinti della vita di molti born in the 80s ma di tutti gli umani in generale; l’illusione di una gioventù senza limiti e pensieri, la crisi bulimica nei confronti della vita che la prima fase comporta ed una ritrovata maturità e serenità fin quasi aggressiva. Le atmosfere a cui richiama l’ep sono raffinatamente Inglesi, nel senso più classico, melodico e chitarristico nel quale questo termine possa essere inteso. Trovarsi musicalmente in questa dimensione oggi -2014 - , epoca nella quale le identità sono (interessantemente) mixate e l’avanguardia guarda ben oltre i confini Europei, comporta senz’altro una scelta coraggiosa, in quanto i Gallagher shining days e i pigri pomeriggi di Morrissey sembrano dimenticati dai più (ma forse sono pronti per un imminente ritorno?). Nonostante ciò gli Ocean Cloud sanno di non poter scegliere ma solo di poter intraprendere nel modo più efficace il percorso di interpretazione del proprio sentito, così grezzamente Britannico come si è sviluppato nel corso delle loro giovani ma ormai mature individualità.
La prima traccia “Letters” vuole essere frivola ma al contempo decisa, narrando di vicissitudini epistolari di gioventù, estati padane assolate bisognose di pioggia e sporadici viaggi in Albione; un concentrato di vissuto giovanile che galleggia su un ritmo ballabile e una melodia che aggancia l’ascoltatore, suggellata da cori Hooligans nel ritornello.
“You’re a Plant that will Grow” , secondo passaggio del disco, parla di consapevolezza, gestione delle proprie emozioni ed esperienze, anche sbagliate o infantili, ma comunque facenti parti di una percezione conscia fino ad essere sarcastica nel suo esprimersi. Tanti falsetti rendono un ibrido questa composizione, tra il virile e il femmineo, anche qua a testimoniare la scoperta di più parti del sé. Ruolo centrale da parte del Sax che dona melodia e ritmo al pezzo.
La terza traccia del lavoro “The Last Story a Man Can Tell” racconta infine l’ ultima, o l’unica, storia che un uomo può raccontare, come il titolo indica. La convinzione e la sicurezza di sé ben presto nel corso della canzone di tramutano in una domanda, una richiesta di testimonianza, “Did you go there?” chiede PF Gasparini, quasi incredulo e sbalordito, prima di lanciarsi in un autoconfessione biografica che tende al puro dramma. Ritmicamente e melodicamente siamo nel mondo delle ballate anni ’90, con l’aiuto di un più moderno arrangiamento di trombe/violini.

Ocean Cloud Ocean Cloud, Parma, Italy

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  • Letters EP 2014 3 tracks, 10.30 Ocean Cloud on January 29, 2014 08:58

    1. 1. Letters 3.26 509 plays
    2. 2. You're a plant that will grow 2.23 235 plays
    3. 3. The last story a man can tell 4.39 241 plays
  • The more you have, the less you are EP 5 tracks, 15.37 Ocean Cloud on June 28, 2011 12:30

    1. 1. The More You Have, The Less You Are 2.11 840 plays
    2. 2. Dreamin' In a Coffee Break 3.00 912 plays
    3. 3. God Bless  America 4.05 853 plays
    4. 4. Spring Wind 3.21 1768 plays
    5. 5. The Boy Who Asked For More 2.59 1040 plays

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